Prestiti ipotecari a cattivi pagatori

Per prestito ipotecario si intende una tipologia di finanziamento che prevede la sottoscrizione di un’ipoteca a garanzia della restituzione del prestito stesso. In linea puramente teorica tutti i beni di valore, sia mobili che immobili, possono rappresentare una garanzia valida per l’ottenimento del prestito. I cattivi pagatori possono avvalersi di questa possibilità, è bene però considerare attentamente come stanno le cose prima di procedere con la richiesta.

Beni immobili e beni mobili

In linea teorica, come detto, tutti i beni di grande valore sono buoni per l’ottenimento di questo prestito. Questo significa che potrebbero essere accettati anche beni mobili di questo genere:

  • Orologi di grande valore;
  • Automobili o moto particolarmente pregiate;
  • Gioielli di grande valore;
  • Beni artistici o storici che siano stati valutati come di grande pregio;
  • Oggetti da collezionismo o di antiquariato che siano di particolare valore.

È bene precisare che l’art. 812 del Codice civile definisce beni mobili tutti i beni che non sono immobili. Quindi essi sono definiti per esclusione, e sono cioè tutti quei beni che possono essere trasportati da un luogo all’altro senza che venga alterata la loro forma o la loro sostanza. L’art.814 del Codice civile precisa, poi, che sono beni mobili anche le energie naturali che hanno valore economico. Quest’ultime però difficilmente potranno essere ritenute interessanti per l’ottenimento di un prestito ipotecario.

È però evidente che, nella pratica, saranno molto pochi i cattivi pagatori che disporranno di un simile bene mobile. Nella stragrande maggioranza dei casi, probabilmente nella quasi totalità, occorrerà dunque presentare un bene immobile per ottenere il prestito ipotecario. L’immobile deve essere ovviamente di proprietà del richiedente del prestito.

Sul bene immobile verrebbe così iscritta un’ipoteca, mentre per il bene mobile verrebbe stipulato un contratto di pegno, come previsto dall’articolo 2784 del Codice Civile. Il contratto di pegno verrebbe poi subordinato al pagamento delle rate del prestito. Ovviamente in caso di mancata restituzione, il soggetto creditizio potrebbe procedere con il pignoramento del bene, immobile o mobile, e con la seguente messa all’asta. Qualora questa ipotesi si concretizzasse e vi fosse una vendita all’asta, il creditore potrebbe ottenere “solo” quanto gli spetta per chiudere il debito e l’eventuale parte eccedente spetterebbe ovviamente all’ex proprietario.

Caratteristiche del prestito ipotecario per cattivi pagatori

Molto spesso questa tipologia di prestito, anche se richiesto da un cattivo pagatore, viene paragonato all’accensione di un mutuo. Questo avviene a causa della sua tipologia di credito che è coincidente con quella del mutuo. L’ipoteca è infatti comune a queste due tipologie di finanziamento ma nel caso del prestito ipotecario, si parla comunque a tutti gli effetti di un tipo di prestito personale.

L’importo del prestito ipotecario dipenderà, anche nel caso di soggetti iscritti nel registro dei cattivi pagatori, dalla natura del bene presentato. Tanto infatti sarà maggiore il valore del bene immobile o mobile ipotecato, tanto più alto sarà l’importo elargito dall’Istituto di credito. Un immobile di pregio permetterà quindi di aver accesso a cifre molto elevate, che potranno servire al cattivo pagatore anche per essere cancellato dal registro del Crif.

Anche la durata di questo prestito sarà proporzionale al valore del bene dato in garanzia e all’importo del finanziamento. Solitamente i prestiti personali che hanno come garanzia un immobile hanno, così come i mutui, una durata molto più elevata rispetto alla media dei prestiti personali.

I tassi di interesse applicati per questo prestito possono variare molto a seconda degli Istituti di credito, soprattutto nel caso di cattivi pagatori. Per questa ragione è bene sottoscrivere un prestito ipotecario solamente dopo aver confrontato diversi istituti di credito. Ricordate poi che sono presenti anche prestiti ipotecari online, richiedibili in modo più rapido in quanto non necessitano di tempi spesi presso banche o sportelli. In questo caso però è fondamentale andare a caccia del tasso migliore e sarebbe consigliabile quindi, soprattutto visto il bene ipotecato, prendersi tutto il tempo necessario per decidere bene a chi affidarsi.

Cosa controllare prima di procedere

Abbiamo già parlato del tasso d’interesse, ovviamente il richiedente andrà a caccia del tasso più basso possibile. Prima di accendere un’ipoteca però è sempre consigliabile sedersi al tavolo e “calcolare bene la spesa”, ovvero valutare il proprio rischio di insolvibilità. Questa tipologia di finanziamento comporta il rischio di perdita dell’immobile e questo può essere molto doloroso da accettare.

Una volta assicuratisi di essere in grado di pagare ogni singola rata del prestito, o di non avere proprio altre possibilità, occorre verificare che il bene ipotecato abbia un valore non troppo distante dalla cifra che si riceve a titolo di prestito personale. Anche in questo caso è consigliabile stipulare, come in tutti i prestiti personali, una rata che sia più bassa rispetto alle nostre possibilità di pagamento. Questo ci renderà la restituzione più facile e più serena ma soprattutto ci permetterà di assolvere al nostro compito anche in caso di diminuzione delle nostre entrate.

Come ottenere un prestito ipotecario

Per quanto riguarda la documentazione da presentare, il prestito ipotecario non ha particolari differenze rispetto agli altri prestiti. Di norma vengono richiesti i seguenti documenti:

  • Documenti personali di identità del richiedente, riportante la residenza anagrafica;
  • Un documento che attesti il reddito, se presente, come busta paga, cedolino della pensione o dichiarazione dei redditi;
  • Un documento che attesti l’effettiva proprietà del bene che vogliamo porre sotto ipoteca. Nel caso di immobili con più proprietari, è necessario presentare l’autorizzazione sottoscritta dai restanti proprietari che acconsentono all’accensione dell’ipoteca.

La valutazione della pratica, per un prestito ipotecario, avrà ovviamente delle tempistiche maggiori rispetto alle altre tipologie di prestito personale. Questo avviene soprattutto per la valutazione del bene proposto dal richiedente che dovrà essere accuratamente valutato da un perito tecnico incaricato dall’istituto di credito. Solitamente la parcella del perito viene poi addebitata a chi richiede il prestito.

Anche in questo caso è possibile avvalersi di un garante, si parlerebbe cioè di prestito ipotecario fideiussorio. Il garante dovrebbe essere un dipendente o pensionato dalla “immacolata” storia creditizia e questo permettere così al creditore di avere una tutela in più. In caso di insolvenza infatti, prima di procedere con il pignoramento del bene, l’istituto di credito tenterebbe di ottenere il pagamento delle rate dal garante.

Informazioni supplementari

Ci sono vari istituti di credito che presentano delle proposte apposite di prestiti ipotecari per cattivi pagatori o protestati. Le regole in questi casi sono solitamente più stringenti, anche se per questa tipologia di prestito non dovrebbero differire moltissimo rispetto da quelle standard. La garanzia di restituzione sta infatti nel bene ipotecato, e non nella natura del richiedente.

Anche in questo caso è però fondamentale valutare bene a chi ci stiamo affidando. Purtroppo è triste a dirsi ma le nostre difficoltà economiche potrebbero rappresentare una manna dal cielo per gli operatori del credito più spregiudicati. Valutiamo bene prima di sottoscrivere un prestito ipotecario e consideriamo sempre che l’importo deve essere commisurato al valore del bene ipotecato. Occorre poi leggere bene i documenti prima di sottoscriverli.

Alcuni creditori prevedono una “tolleranza” maggiore di altri, ovvero si mostrano disponibili ad accettare un certo numero di ritardi nei pagamenti prima di procedere con il pignoramento del bene. La soglia media è di tre mesi ma alcuni arrivano anche a sei mesi. Quando si richiede un prestito ipotecario è quindi bene richiedere sia il regolamento dell’istituto creditizio, sia il numero dei ritardi tollerati.

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