Prestiti cattivi pagatori per lavoratori autonomi e liberi professionisti

L’attuale crisi economica, purtroppo, induce sempre più persone alla richiesta di prestiti e finanziamenti anche categorie di soggetti, per tradizione sociale e culturale, estranee a tale attività quali lavoratori autonomi e professionisti considerati appartenenti a una classe privilegiata.

E anch’essi, spesso, non riescono ad onorare i propri impegni finanziari guadagnandosi l’appellativo di “cattivi pagatori”.

Cosa si intende per cattivi pagatori?

Con la locuzione “cattivi pagatori” si fa riferimento a tutti coloro che a fronte di una richiesta di prestito non riescono ad onorare il proprio debito.

Attraverso i sistemi di informazione creditizia (meglio noti con l’acronimo SIC) i dati negativi, le insolvenze, giungono alle banche o alle società di intermediazione finanziaria influendo sulla valutazione circa l’affidabilità e la solvibilità del cliente con conseguente negazione del credito.

Si crea, in tal modo, una situazione di stallo a causa della quale non si riesce a recuperare la liquidità necessaria per la propria attività e spesso si è costretti a chiudere i battenti con grandi difficoltà anche nell’estinzione dei debiti pregressi.

Le categorie più colpite sono proprio i lavoratori autonomi e i liberi professionisti in quanto è la stessa persona fisica che si fa garante dell’attività.

Quali sono le caratteristiche peculiari dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti?

Il lavoro autonomo, così come descritto dall’art. 2222 c.c., si caratterizza per l’assenza del vincolo di subordinazione verso il committente e per la prevalenza del lavoro del prestatore dell’opera.

Tale tratto è comune dia al lavoratore autonomo che al libero professionista che, però, hanno alcune peculiarità che li diversifica.

Il libero professionista svolge, perlopiù, attività intellettuale con partita IVA e iscrizione in apposito albo o elenco come prescritto dall’art. 2229 c.c.

Al contrario, il lavoratore autonomo ad un lavoro manuale sempre senza vincolo di subordinazione e con mezzi propri attraverso l’apertura di una partita IVA.

La differenza, dunque, si rinviene nella tipologia di attività svolta: intellettuale o prettamente materiale.

I cattivi pagatori lavoratori autonomi o liberi professionisti possono chiedere prestiti?

La risposta a tale domanda non può che essere positiva.

I lavoratori autonomi e i liberi professionisti anche se cattivi pagatori possono richiedere prestiti sebbene con modalità rafforzate.

Per ottenere il prestito essi dovranno, ad esempio, fornire idonea garanzia.

Essa può avere carattere personale, si pensi, ad esempio, alla fideiussione ovvero reale, quale privilegio, pegno, ipoteca.

Il primo meccanismo consente di affiancare al patrimonio del debitore quello del fideiussore che, a norma dell’art. 1936 c.c., si impegna di persona verso il creditore per l’adempimento dell’altrui obbligazione.

 La possibilità di disporre di un doppio patrimonio su cui rivalersi rafforza le ragioni creditorie che avranno maggiori possibilità di trovare soddisfazione.

Con le garanzie reali, al contrario, è un bene che funge da garanzia.

In alternativa è possibile firma delle cambiali.

Non possono lavoratori autonomi e liberi professionisti ricorrere alla cessione del quinto in quanto trattasi di un meccanismo che prevede una trattenuta sullo stipendio o sulla pensione.

Conviene il sistema delle garanzie?

Sicuramente il sistema delle garanzie risulta molto conveniente soprattutto per il creditore.

Con la fideiussione, infatti, viene a crearsi un’obbligazione solidale tra garante- garantito, pertanto, il creditore può agire nei confronti dell’uno o dell’altro.

Vi è, dunque, un doppio patrimonio da escutere con maggiori possibilità di ottenere il dovuto.

Essa produce i suoi effetti anche se il debitore non ne conosce l’esistenza trattandosi di obbligazione accessoria a quella principale che, pertanto, non può prevedere condizioni più onerose né eccedere il credito dovuto.

Anche le garanzie reali sono altamente tutelanti.

Con il pegno il bene viene consegnato al creditore che ha l’esclusiva disponibilità dello stesso. Vi è, dunque, uno spossessamento del proprietario che non può più servirsi del bene. Tale fattore incide negativamente su alcune attività, soprattutto quelle di carattere imprenditoriale laddove il mancato utilizzo della cosa, strumentale alla produzione, si traduce spesso in un decremento degli utili. Per ovviare a tale inconveniente è stata introdotta una particolare fattispecie di pegno cosiddetto mobiliare non possessorio per cui l’oggetto continua a rimanere nella disponibilità del pignorato.

Vi è, ancora, l’ipoteca che attribuisce al creditore il diritto di espropriare i beni vincolati per garantire il credito e di soddisfarsi sul ricavato. Essa è alla base del diritto di espropriazione del bene oggetto di garanzia anche verso il terzo acquirente.

Infine il privilegio che attiene alla particolare causa del credito e può essere speciale, su determinati beni o generale gravante su tutti i beni mobili.

Cambiali: si o no?

Un sistema alternativo a quello delle garanzie è la cambiale.

La cambiale è un titolo di credito che contiene l’ordine di pagare una determinata somma e il nome di chi deve effettuare l’esborso (trattario) e del beneficiario del pagamento.

Tale meccanismo consente di posticipare il pagamento in caso di mancanza immediata di liquidità.

Requisiti indispensabili sono: la denominazione, l’indicazione del pagatore, la data, la sottoscrizione, il pagamento delle imposte fiscali e l’ordine di pagamento.

La compilazione avviene su moduli predisposti appositamente.

È anche possibile dotare la cambiale di una garanzia aggiungendo la firma di un terzo soggetto che si obbliga a onorare il debito nell’ipotesi di insolvenza del primo onerato.

La cambiale costituisce uno strumento di pagamento molto rischioso in quanto, costituendo titolo esecutivo, rappresenta la fonte del procedimento espropriativo in maniera semplificata senza la necessità per il creditore di domandare la costituzione di tale titolo, dunque, con minor tempo per il debitore di adempiere ai suoi obblighi.

L’aspetto positivo sussiste nell’ampia diffusione della cambiale che è concessa a prescindere dal profilo finanziario e economico del richiedente non comportando grossi rischi.

Fa da contraltare la possibilità di iniziare immediatamente l’espropriazione con la conseguenza che il debitore potrebbe veder repentinamente aggredito il suo patrimonio senza alcuna possibilità di sanare la sua posizione.

È necessario, pertanto, verificare bene le proprie possibilità di adempimento prima di sottoscrivere una cambiale valutando anche la capienza del proprio patrimonio.

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